Il pensiero di Nietzsche

Nietzsche, critico spietato del passato e inattuale profeta del futuro

Nietzsche, critico spietato del passato e inattuale profeta del futuro. Comprendiamone sommariamente il pensiero.

Per comprendere il pensiero di Nietzsche iniziamo col dire che si tratta di un dissacratore dei valori tradizionali e propugnatore dell’uomo che deve ancora venire.

Nietzsche è un pensatore che segna uno spartiacque tra la cultura filosofica tradizionale e l’inizio del pensiero novecentesco.

Nasce nel 1844 e muore, letteralmente pazzo, nel 1900.

Fu professore di filologia Basilea già all’età di 24 anni.

In questo periodo si appassionò alla filosofia di Schopenhauer e alla musica di Wagner, la cui opera secondo Nietzsche era adatta a rinnovare la cultura contemporanea. Anni dopo prenderà le distanze sia dall’uno che dall’altro.

Nel 1870 lasciata la cattedra all’università, viaggerà tra la Svizzera, l’Italia e la Francia meridionale. Infatti la sua opera più importante “Così parlò Zarathustra” venne concepita proprio in Italia.

Nel 1889 la sua malattia mentale si aggraverà e quindi Nietzsche trascorrerà gli ultimi dieci anni di vita accudito prima dalla madre e poi dalla sorella.

Il pensiero di Nietzsche

Nietzsche, come Schopenhauer, è convinto che la vita sia l’irrazionalità crudele e cieca, distruzione e dolore, e come Schopenhauer pensa che solo l’arte può offrire all’uomo la possibilità di affrontare il dolore della vita.

Essendo esperto di studi classici, d’altra parte è filologo, la sua attenzione si concentra sulla civiltà greca; per la precisione Nietzsche nota come la civiltà greca pre-socratica fosse caratterizzata da una vigorosa accettazione della vita, una coraggiosa accettazione dei valori vitali.

Questo spirito, questo atteggiamento viene definito spirito dionisiaco, poiché Dioniso è il simbolo della forza istintiva senza regole, simbolo della salute naturale.

Ma contemporaneamente accanto al Dionisiaco, i greci possiedono anche uno spirito “apollineo”, che incarna il senso contrario della misura, dell’equilibrio, delle regole.

Il pensiero di Socrate

Questi atteggiamenti secondo Nietzsche si ritrovano ben armonizzati e ben equilibrati nella tragedia Attica, ma con l’arrivo di Socrate e la sua presunzione di dominare la vita con la ragione, giungeremo ad un periodo di piena decadenza.

Socrate e Platone, secondo Nietzsche, sono gli strumenti della dissoluzione greca, li definisce addirittura pseudo Greci o, peggio ancora, anti-greci.

[word_balloon id=”4″ size=”M” position=”L” name_position=”side_avatar” radius=”true” balloon=”freehand_u” balloon_shadow=”true”]Dice Nietzsche di Socrate: “Socrate fu a lungo malato, fu ostile alla vita, distrusse il fascino dionisiaco”.[/word_balloon]

Infatti la razionalità ad ogni costo secondo Nietzsche è una malattia. Queste tematiche vengono affrontate nell’opera “La nascita della tragedia” del 1870.

Nietzsche critica ferocemente tutti coloro che credono ed esaltano la scienza e la storia come sapere oggettivo, come i positivisti e gli storicisti.

Ciò che critica Nietzsche è la saturazione di storia e l’idolatria del fatto, perché secondo Nietzsche i fatti in se sono stupidi e senza senso, sono le interpretazioni ad essere più o meno intelligenti.

Inoltre secondo Nietzsche coloro che credono nella potenza della storia sono destinati ad essere esitanti ed insicuri nella vita, e non crederanno mai in loro stessi poiché avranno sempre fiducia in ciò che accade o in ciò che deve accadere.

Ma Nietzsche non è contro la storia, egli semmai condivide un modo ben preciso di guardare ad essa.

Occorre dire che secondo il filosofo esistono tre atteggiamenti diversi che si possono avere nei confronti della storia.

Storia monumentale e storia antiquaria

Distingue in storia monumentale, ossia quel tipo di sguardo nei confronti del passato, tipico di chi cerca modelli e maestri per soddisfare le proprie aspirazioni del presente, per prendere uno spunto.

Un secondo modo di guardare alla storia, che Nietzsche chiama storia antiquaria, ovvero quel tipo di sguardo di chi si concentra prevalentemente sulle usanze tipiche del luogo in cui vive, per cercare le radici della propria vita presente.

E un ultimo atteggiamento che si può avere di fronte alla storia, è quello che viene definito “storia critica”, cioè quel tipo di sguardo che considera il passato con l’occhio del giudice, per condannare ed abbattere tutti quegli elementi che sono di ostacolo o che sono stati di ostacolo, alla realizzazione dei propri valori.

 

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