Non credere a nessuno che dice sempre la verita'.(Elias Canetti)

  
Il bullismo: come si riconosce, come si combatte

Il bullismo: come si riconosce, come si combatte

Spesso sentiamo dai media che sempre piu’, nelle nostre scuole, si manifestano atti di bullismo. Ma cos’è il bullismo?

Il bullismo si manifesta maggiormente tra bambini e ragazzi frequentanti scuola o ambienti di ricreazione (campi sportivi, oratorio, parco) compresi nelle fasce d’età dei 7-8 anni e dei 14-18 anni.

Quando ci sono questi tre elementi INTENZIONALITA’PERSISTENZA NEL TEMPOASIMMETRIA NELLA RELAZIONE, e cioè che il fatto si compie apposta per arrecare danno alla vittima, insistendo sempre su un determinato compagno piu’ debole rispetto a colui che compie le prepotenze, ci si trova di fronte a questo fenomeno che racchiude nella stessa categoria le vittime e i carnefici delle prepotenze compiute da bambini o ragazzi verso i propri coetanei.

Esistono 2 tipi di bullismo: diretto e indiretto.

Nel primo, la vittima viene colpita direttamente, fisicamente o verbalmente con offese e denigrazioni, calunnie e atti d’intimidazione, nel secondo la vittima viene colpita indirettamente escludendola dal gruppo, deridendola e isolandola. Sbagliato pensare che si tratti semplicemente di una fase della crescita o di una ragazzata: il bullismo va riconosciuto e combattuto.

Un bambino vittima del bullismo non andra’ a “denunciare” direttamente il fatto, spesso per paura, ma presenta disturbi psicosomatici e psicosociali, frequenti mal di testa e/o mal di pancia, depressione, ansia, calo del rendimento scolastico. Un genitore deve essere pronto a percepire questi segnali e deve sempre parlare col proprio figlio, cercando di tradurre il suo stato d’animo e percependo il malessere, per poterlo aiutare e sconfiggere il problema.

La scuola ha il dovere di parlare del bullismo e di farlo conoscere a tutti, affinchè anche le piccole vittime trovino la forza di alzare la voce e di raccontare quello che è successo, cosichè si possano punire i prepotenti ma anche aiutarli a correggersi.
I genitori dei piccoli bulli non devono nascondere il problema dietro a “è una ragazzata, è una sciochezza”, solo riconoscendo che il figlio sbaglia lo si puo’ aiutare.

Stesso discorso per la scuola, non ci deve essere omerta’ ne paura di parlare. Gli insegnanti devono controllare e se è il caso intervenire, con punizioni, allontanamenti, sospensioni e naturalmente informando le famiglie di vittima e carnefice di tutto quel che succede.

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